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Prima settimana

Scrivo dal service desk del Rockstel, Unawatuna. È passata una settimana da quando sono atterrato a Colombo. Il mio lavoro da Social Media Manager è stato ovviamente screditato dai proprietari di questo ostello, sembra che non comprendano perché io abbia così tanto tempo libero. Nel frattempo la loro pagina Instagram è programmata fino al 15 di Marzo. Maledetti che ne sanno loro dei social media.

Va be comunque qui ho tempo. Ho tempo per organizzare i prossimi giorni, ho tempo per scrivere, per rivedere le foto e leggere un po’. Vorrei averne di più però.

Ho avuto una crisi negli scorsi giorni, li ho sentiti scorrere veloci, ho sentito di avere infiniti luoghi da visitare in questa nazione e non abbastanza tempo per vederli tutti. E di fatti è così. Sarà pure un’isola piccola, ma un mese resta solo un mese. Ancora più se ti fermi una settimana nello stesso luogo.


Le zanzare, intorno e me, maledette zanzare. C’è da starne attenti! Perché a parte i pizzichi possono trasmettere la dengue, la febbre spaccaossa. Niente di grave per un ragazzo giovane come me, spesso non porta alla morte, ma il ricovero è lungo e impegnativo, potrebbe rovinare l’intera esperienza. Per fortuna che c’è l’ASL e i suoi consigli: “Jungle Formula Molto Forte”, il miglior anti zanzare in Italia. Sarà sufficiente per le zanzare singalesi???

Ho visto uno scorpione, comunque. Ero sul divano al telefono e mi è passato da sotto i piedi, era grosso più o meno quanto la mia mano. Poi ho visto un lucertolone, un metro e venti lungo e tra i quaranta e cinquanta centimetri alto. Pioveva a dirotto e io rientravo in ostello, dal giardino. Ci siamo guardati per un po’, poi, fortunatamente, ci siamo ignorati. E ho visto le scimmie! Una ha cercato di aggredirmi, forse, non posso esserne certo. Era sul cavo dell’elettricità ed è corsa verso di me quando mi ha visto. Mi fissava e sembrava volesse saltare. Dei singalesi mi hanno allontanato, “Be careful my friend! She can bite you”. Meglio andar via, devo evitare morsi animali. 

Sto facendo un po’ di surf, un po’ di stretching, sto mangiando molto e molto piccante. A proposito, ho scoperto che il piccante si sopporta quando lo mangi ma è quando lo caghi che si fa davvero sentire. La gente locale rifiuta il cibo senza piccante, io mi sto abituando, ma ancora ogni morso è una breve gita agli inferi. Sto passeggiando senza scarpe nei templi buddisti, sto guidando a sinistra, sto mangiando con le mani e sto imparando il singalese. “Stutti” per ringraziare, “Bahamastutti” per dire molte grazie e “Aiubouan” come augurio per una buona vita e un saluto. La lingua scritta resta un mistero. 


Oggi passo una notte a Weligama, una località del sud molto consigliata, e tra due giorni riparto, risalgo verso l’entroterra, vado ad Ella. Montagne, fresco e tanta vegetazione. Entro la prossima settimana dovrei raggiungere Kandy, la seconda città dello Sri Lanka dopo Colombo. 


Incontro tanti viaggiatori sul mio cammino, ognuno con una storia e la maggior parte con un sacco di tempo a disposizione per visitare tutto, cinque mesi, sei mesi, un anno. Michael, filosofo olandese, che è stato in Nepal, in India, in Sri Lanka e ora in Giordania. Frej, ragazzo insegnante danese, che è stato più di un mese in Sri Lanka e da ieri è in India, senza meta, senza una data di ritorno. Tina, studentessa tedesca, che dopo quasi due mesi in Sri Lanka vola in Tailandia e poi in Vietnam. Mi sembra a volte di star sbagliando qualcosa, di star correndo. Io ho un piano, o meglio, mi sto via via costruendo un piano, non riesco a lasciarmi andare del tutto, a non avere una data di ritorno. Ok, comunque, queste domande fanno parte del gioco, devo solo capire meglio che tipo di viaggiatore sono.




 
 
 

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