Pettah Market
- Antonio Lindo
- Feb 6, 2023
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Racconto di quando ho lasciato Colombo il 2 Febbraio.
Stretching, workout, zaino in spalla e gita al Pettah market, a pochi metri dalla stazione di Colombo. Sono le 12, alle 14.35 ho un treno per Galle, oggi vado verso il Sud, ho un ostello che mi aspetta.
Cosa sarà un mercato delle pulci nella capitale dello Sri Lanka? Sarà mai anche solo lontanamente simile al Baloon di Torino? No.
Persone! Una marea di persone, io il solo bianco. Alcuni mi guardano con diffidenza, ma il più non si accorge neanche della mia presenza.
Persone di tutti i tipi. Indiani, singalesi, tamil. Indù, buddisti, musulmani, cristiani. Ogni tanto un bianco. Persone con la camicia, persone al telefono, persone con pacchi, persone con velo, persone con toga, persone in ciabatte, persone con ombrello, persone sorridenti, persone con catene, persone in rissa, persone che guardano la rissa.
C’era un signore completamente ricoperto di bolle, bolle di varie dimensioni, dalla testa ai piedi. Nessuno sembrava curarsi del suo aspetto, lavorava tranquillamente insieme a tutti gli altri. Che cosa aveva? Mi rimarrà sempre questo dubbio.
I bus, le auto e i tuk tuk passano indisturbati tra i fiumi di gente. Il pedone ha priorità, ma al suono del clacson si aprono sempre le acque. Le persone come il Mar Rosso, gli autobus come Mosè.
Nei negozi prezzi stracciati, articoli di tutti i tipi, per lo più tessuti. Ho comprato un orologio sportivo per poco meno di cinque euro. Ora al braccio sinistro ho l’orario di viaggio e al destro l’orario italiano. Sono le 13.30 qui, le 9 di mattina lì. Meglio andare in stazione.
Consiglio di viaggio:
i prezzi di vendita sono sempre flessibili, basta contrattare, basta mostrare solo le banconote che si vuole spendere



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