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In Nepal

Lettori del blog ho difficoltà a scrivere, da tre settimane la mia vita qui è tanto frenetica e ho poco tempo per riordinare i pensieri.

Sono ancora in viaggio, in salute. Sono pieno di racconti dall'India, ma alcuni sono troppo personali, altri troppo brevi, altri ancora incompleti, preferisco che restino nel mio diario.

Questi viaggio si sta rivelando una scoperta interiore: dalle esperienze sto imparando, il mio corpo e la mia mente si riadattando in un nuovo equilibrio, più in armonia con l'ambiente, a cuore aperto verso tutto e verso tutti. L'Asia mi sta insegnando a parlare all'anima delle persone, a guardare il nero delle pupille fino alla superficie dell'essere umani. Comunico a prescindere dalla lingua.

Sono in Nepal, nella regione dell'Est, e punto al campo base del monte Makalu. Non sono più solo, ho raggiunto un compagno di viaggio, Eugenio, mio grande amico che da quasi un mese attendeva il mio arrivo.

Non è stato facile arrivare qui, ho attraversato l'India del Nord per migliaia di chilometri da Jaisalmer a Varanasi. Ho preso un treno e un bus e ho camminato attraverso il confine tra i due stati. Sono rimasto bloccato una notte nell'ufficio d'immigrazione. Ho preso un bus, un altro bus, un'auto elettrica, una jeep e un tuk tuk. Ho camminato, poi un'altra jeep, un altro bus e un altro tuk tuk, la rete dei trasporti in Nepal è molto sparsa. Ma finalmente domani iniziamo la scalata al monte Makalu, carichi di provviste e determinazione.

Si prevede una gita impegnativa e ai confini della civiltà: andremo in alto tra le montagne dell'Himalaya, dove i paesi si spopolano e la neve ricopre ogni sasso.

Starò fuori dieci giorni, forse di più. Non sarà facile restare in contatto con il resto del mondo, dovremo preservare energie ed elettricità. Continuerò a scrivere ma dubito di pubblicare, internet forse sarà un ricordo.

Un abbraccio a tutti i cari lontani, ai lettori. Siate allegri, siate in salute, io sto bene, qui è uno spasso.


Allego l'unico racconto degno di essere condiviso.




Trenino al Taj Mahal, 16 Marzo 2021, Agra, India del Nord.


Ho visitato il Taj Mahal.

Ho convinto dieci ragazzi indiani a fare il trenino con me con il grande mausoleo sullo sfondo, a battere le mani e ballare al ritmo di taj maahaaaah aaahal taj maaaahl pepepepepepe pepepepepepepe pepepepepepepee.

Abbiamo registrato due video, uno in verticale e uno in orizzontale.

Abbiamo riso tanto.

Siamo stati richiamati da due poliziotti in divisa con i mitra.

Ci hanno portati ai margini della strada, dove c’erano meno passanti.

Quattro altri poliziotti ci hanno detto che è vietato ballare al Taj Mahal.

Io ho risposto che era tutta una mia idea

e che quel video sarebbe stata un’ottima pubblicità per il monumento.

I poliziotti hanno riso e hanno chiesto di vederlo.

Mi hanno preso il telefono e se lo sono passati

per ridere a turno.

È arrivato un uomo in camicia azzurra, tutti si sono fatti da parte, lui non rideva.

Mi ha preso il telefono e mi ha imposto di cancellare il file.

Ha eliminato il video

e poi l’ha cancellato dagli eliminati di recente.

Fine.


 
 
 

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