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Dalla giungla allo Yoga

Sono su un bus per Kandy, intorno a me solo singalesi. In piedi nel corridoio alla mia destra un signore con camicia azzurra, pantalone lungo nero e sandalo in pelle. Accanto a lui il secondino del guidatore ritira i soldi dai passeggeri, con polo azzurra, pantalone lungo blu scuro e infradito. Alla mia sinistra invece, affacciato al finestrino, un signore sui quaranta, camicia rossa a quadri, jeans lungo e sandalo. Sedute al lato opposto del corridoio invece, sei signore anziane, con veli colorati, orecchini dorati, pantaloni dai disegni floreali e infradito. Ormai è chiaro quale siano gli indumenti più comuni per i singalesi: pantaloni lunghi e scarpe aperte. Che ci siano dieci gradi o quaranta, con questo outfit possono sempre avere rapido accesso ai luoghi di preghiera, dove le gambe devono essere coperte e le scarpe vanno lasciate all'ingresso.


A Kandy ci sono già stato, ci ho passato una notte e un giorno, ho visitato il giardino botanico, ho visto alberi di trenta metri e migliaia di rami. Alberi con la pancia e alberi intrecciati, la vegetazione qui ha delle forme molto diverse dalla nostra. E ho visto scimmie, ancora, ovunque. Sono andato poi verso Sigirya, città ai piedi della Roccia di Sigirya, un'antichissima enorme roccia scura al centro di una vasta giungla. Ai tempi dell'impero singalese in questa roccia c'era un castello, dei templi, era la Roccia Del Leone. Ora è la principale attrazione turistica dell'isola, l'unica con un biglietto d'ingresso di 30$. La Roccia di Sigirya è la Tour Eiffel dello Sri Lanka. Noi viaggiatori però con quei soldi ci paghiamo quattro o cinque notti con colazione. Quindi la visita balza! Si sta nella giungla, si noleggia uno scooter e si va nelle città limitrofe, tutte influenzate dalla cultura della giungla: fresco, ombra, vegetazione a non finire, suoni animali a tutte le ore del giorno e della notte e scimmie, elefanti, ghepardi, pavoni, coccodrilli, cervi, mucche e galline libere, dovunque. Bisogna fare attenzione quando si guida, non è difficile che uno di questi attraversi la strada.

Ho dormito per due notti in un ostello fantastico, con le stanze in delle case sull'albero costruite a mano dai proprietari, stanze che quando ti muovi troppo tutta la struttura oscilla. Un luogo gestito da una famiglia locale di una dolcezza immensa, che prepara colazioni pranzi e cene per gli ospiti nel granaio di proprietà.

Questa mattina ci siamo alzati alle cinque per vedere l'alba da Pidurangala, una vetta più piccola con vista su Sigirya. 

Eravamo in cinque, o sei, tutti insieme dall'ostello. Ho conosciuto tanti viaggiatori, alcuni già incrociati precedentemente, altri volti nuovi. È bello condividere.


Ora però, torno a Kandy, diretto alle Polwaththa Eco Lodges per spendere quattro giorni nella foresta, con lezioni di yoga, corsi di cucina, trekking e studio delle pratiche di riforestazione. 

Io sono una stecca di legno, che quando giro le spalle mi schiocca tutta la colonna vertebrale. Sarò pronto per lo yoga?



 
 
 

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