Colombo
- Antonio Lindo
- Feb 1, 2023
- 1 min read
Consigliata per chi non ama il silenzio.
Caos! Auto, moto, bus effervescenti, tuk tuk e clacson. Clacson, clacson, clacson.
Si vede che il signor Capitale ha raggiunto anche lo Sri Lanka, la sua città più grande è tappezzata di influenze occidentali. Centri commerciali bianchissimi con aria condizionata, scale mobili, Burger King, KFC, McDonald, Apple Store, Samsung, Coca Cola e Pepsi. Niente di nuovo.
Eppure fuori dai centri commerciali, per le strade, regna il caos, chi è in moto non ha il casco, i semafori sono un’opinione e l’attraversamento pedonale è un sentimento. Ai lati delle strade flotte di tassisti assaltano i turisti al passeggio e offrono corse e sconti, si sfidano e contrattano. Perché i prezzi della benzina sono troppo alti e ogni corsa è fondamentale per i loro guadagni.
Le infrastrutture sono per lo più incomplete, palazzi di 30 piani circondati da cantieri abbandonati. Soffiano al vento i teli in plastica che proteggono i ferri in disuso. Nell’architettura regna il funzionale e manca una visione urbanistica più ampia. Gli edifici si ergono assestanti, inseriti in un contesto di povertà. I luoghi sacri sono svuotati di praticanti, anch’essi colpiti dalla crisi spirituale del nostro secolo e lentamente accompagnati nel processo di decadenza.
Purtroppo lo Sri Lanka sta realmente affrontando una grave crisi economica, il Covid li ha distrutti. Ma nel negozio Ray Ban sembra che questi problemi appartengono ad un’altra nazione.



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