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Buddhismo

È affascinante come le religioni convivano in pace in Sri Lanka. A distanza di venti metri quattro luoghi di preghiera, una moschea per la popolazione musulmana e uno stupa per la popolazione buddhista, una chiesa cattolica e un tempio indù. E tutto ciò mi era già chiaro da quando ero a Colombo i primi giorni, quando passeggiavo per il suo mercato delle pulci ricco di vita e vario di spiritualità. 

Questa gentile convivenza non resisterebbe alle tensioni emotive se al governo non ci fosse il Buddhismo, che più delle altre crede nella possibilità di un'armonia universale tra tutte le forme di vita. Dopo la soppressione coloniale portoghese, olandese e inglese, il buddismo ha ripreso respito negli anni cinquanta del Novecento, quando Henry Steel Olcott, colonnello statunitense, per primo nel mondo occidentale si è convertito alla religione del Buddah e si è battuto affinché i fedeli repressi dal colonialismo ritrovassero spazio nella loro stessa patria. Ha lottato perché il buddhismo divenisse religione di Stato e ne ha disegnato la bandiera, i cui colori riprendono il momento dell'illuminazione del Buddha e le forme esprimono pace nel mondo e armonia tra le diverse etnie.

Oggi questa bandiera è ovunque in Sri Lanka. 



La bandiera Buddhista.


Cerimonia Busshista a Colombo.



Per quanto predichi pace, condivisione, apertura, rispetto e conseguente armonia, il buddhismo ha raramente avuto risvolti pratici nella società. In più, con la ritualità tipica di ogni religione, qui ha fondato un credo, con un messia da venerare, dei dogmi sulle verità del mondo, una teoria sul post mortem con punizioni per i peccatori e premi per i buoni.

I fedeli si recano al tempio ogni weekend per pregare il Buddha e se è luna piena partono per pellegrinaggi verso più importanti luoghi.

Dopo l'illuminazione il Buddha ha diffuso la sua estrema conoscenza, ha avvisato gli uomini che esistono quattro verità assolute: uno, la sofferenza esiste; due, la sofferenza ha una causa; tre, la sofferenza ha una fine; quattro, esiste una strada per porre fine alla sofferenza, la strada per il Nirvana. Il Buddha ha poi parlato degli otto passi per raggiungere l'illuminazione, tra cui agire bene, pensare bene, mangiare bene. I monaci seguono alla lettera le predicazioni antiche, convinti di potersi liberare dalla sofferenza che vivere porta con sé e i fedeli venerano i monaci per il loro coraggio.

Nei villaggi asiatici molte famiglie inviano i propri figli nei monasteri perché apprendano la conoscenza e si avviano sulla sacra strada per l'illuminazione. Questi divengono poi ragazzi e adolescenti, isolati dalle pratiche sociali comuni, incapaci di reggere il confronto con coetanei in visita da altri luoghi, muniti di dispositivi elettronici, abiti colorati e scarpe chiuse. L'applicazione delle pratiche buddhiste resta così relegata nei luoghi di preghiera e non raggiunge l'etica comune, l'obiettivo di armonia fra le etnie si riduce ad utopia. Lo stesso Dalai Lama in un ritiro a Bodh Gaya, in India, nel '98 sosteneva che i buddhisti non hanno sempre agito ai fini di risolvere problemi sociali e politici, "In questo" diceva "abbiamo molto da imparare dal Cristianesimo".


Negli anni '50 del novecento Thích Nhất Hạnh, un monaco vietnamita, conscio dell'inefficienza delle pratiche buddhiste nella società contemporanea, ha fondato un nuovo movimento, il Buddhismo Impegnato (Engaged Buddhism), i cui principi sono più flessibili e meno dogmatici delle ormai decadenti correnti Theravada e Mahayana. L'obiettivo è quello di lavorare sull'inserimento della meditazione, dell'ascolto, dell'accettazione e della condivisione nella vita sociale contemporanea. Thích si è trasferito in Francia dove in pochi anni e con non poche peripezie ha fondato il Plum Village: luogo di ritiro per apprendere e diffondere gli insegnamenti di questa nuova forma di religione. Fondata su quattordici principi, vuole integrare la bontà tipica del Buddhismo nella vita di tutti i giorni.

I ragazzi del Plum Village hanno persino sviluppato un’app (Plum Village), con insegnamenti spirituali e podcast per la meditazione guidata. 


Il Plum Village, nelle campagne Francesi.



C’è molto da imparare dalle filosofie orientali, ancora più in un periodo di crisi spirituale e crisi climatica come quello attuale, in cui è facile dimenticarsi delle proprie origini e della dipendenza intrinseca che ogni cosa ha con l’ambiente. I principi di uguaglianza e di armonia globale divengono sempre più fondamentali per lo sviluppo di una società che voglia emergere dallo Stato di Entropia e avviarsi verso l’Era Solare e la filosofia del Plum Village può essere di grande aiuto in questo.



Fonti:

Plum Village website: https://plumvillage.org

Henry Steel Olcott e la bandiera buddista: https://it.wikipedia.org/wiki/Henry_Steel_Olcott

Museo Nazionale del Buddismo, Kandy, Sri Lanka

Il punto di Svolta, Fritjof Capra





 
 
 

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