-7 al ritorno
- Antonio Lindo
- Apr 28, 2023
- 2 min read
Manca una settimana al ritorno. Poco più in realtà, ma in queste occasioni il tempo vola davvero. Scorre rapido e inarrestabile. Io cerco di catturarlo, rallentarlo, gli chiedo di darmi pace e lasciarmi qui ancora un po’, ma la sveglia suona sempre più forte. Devo tornare ai doveri, a pensare al futuro. Fortunatamente ho finito i soldi, anche volendo non posso permettermi ancora divertimenti qui.
Sono ancora da Maya, al volontariato. Lo scorso weekend ho visitato Pokhara, la più occidentalizzata delle città nepalesi, con crêperie, panetterie tedesche, waffles, pizzerie e gelaterie. Ero con tre amici di Maya, e lì ne abbiamo incontrati altri. È stato bello ma sento che il viaggiare mi ha già lasciato. Sono rimasto da solo l’ultimo giorno, per avere ancora una volta la sensazione di libertà che tanto mi mancherà al ritorno, ma non ero sorpreso, non ero eccitato. Sentivo “il rullino pieno”, non avevo voglia di scattare foto, di cogliere ogni attimo delle frenesie che mi circondavano. Il panorama era magnifico, le persone bizzarre e ancora inusuali, ma i miei occhi erano saturi, abituati, il mio cuore pieno. Sulla strada del ritorno ho pensato “E se ora partissi ancora? Non so, verso le Filippine, il Giappone o la Corea?” ma un attimo dopo mi sono sentito stanco, con uno zaino pieno di cianfrusaglie e una memoria piena di immagini da digerire. E di nuovo con il portafogli vuoto. Quindi si, torno, è arrivato il momento.
La vita scorre tranquilla finché sono da Maya, ci sono i leopardi in agguato nella giungla e a volte asce e picconi mi volano di fianco, ma a parte ciò, ho una routine, lavoro cinque ore al giorno, mi cucino i pranzi e le cene, mangio tanta frutta tropicale, passo il tempo in gruppo. Mi mancherà Maya, l’atmosfera che si respira qui è magnifica. C’è disciplina, aiuto e condivisione, a volte troppa: hanno rubato il burro di arachidi ad Eugenio poco fa. Ma non c’è stress. Ci sono tante pause e tempo libero. Larghi spazi comuni e verdi colline appuntite tutto intorno a noi. Ci sono le galline che ogni mattina ci svegliamo cantando alle sette, un sacco di buonissimi biscotti, mango, banane e marmellata. Ci sono i bambini che mai perdono energia, le famiglie nepalesi, i volontari e il sole. Qui sto bene.
Sono pronto però a lasciare queste terre. Voglio godermi fino all'ultimo secondo del tempo che mi resta, consapevole che per lungo tempo non ce ne saranno altri simili. Ho accettato ormai di essere alla fine. Sono grato per tutto quello che ho vissuto, e sono pronto al ritorno: un nuovo capitolo della mia vita si apre da quando metto piede in Italia, tante nuove prospettive, idee, desideri e ambizioni. Ho avuto tempo a sufficienza per sciogliere i nervi e chiarire la mente, vivere non sarà più la stessa cosa per me. E se mai dovessi trovarmi ancora incastrato nei ritmi occidentali, nella brama di successo, nella voracità e nell'eccessivo desiderio di possesso, so cosa fare. Gli aerei volano ogni giorno.
Scatti dagli ultimi giorni, tra Pokhara, Damauli e Maya.





















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