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Un mese in Sri Lanka (2/2)


Tutte le notti sento la patria vicina 

come se fosse ancor mia

come se fosse qui davanti

ai miei occhi sognanti.

E invece è ancor lungo il cammino

e in isole lontane

debbo placare il cuore nella vampa solare,

cullarlo cantando e calmarlo.


“Nell’arcipelago Malese”, dalla raccolta “Dall’India”, Herman Hesse, 1911.


È un mese che sono solo ma alla fine solo per davvero ci sono stato poco. È facile incontrare persone, gente locale o viaggiatori, con cui condividere un pasto, una giornata o una parte di viaggio. Mete come lo Sri Lanka sono piene di backpackers. Noi uomini siamo animali sociali, abbiamo bisogno del gruppo e la nostra mente ha bisogno di svago: star troppo tempo soli con i propri pensieri è male. Si resta incastrati in cicli privi di conclusioni, sempre in cerca di soluzioni, risposte a domande che non hanno ragione di esistere. È la solitudine. E ne parla benissimo Sartre ne La Nausea, esprime perfettamente la condizione dell’uomo solo, Antoine Roquentin, ricercatore di storia costretto dalle sue stesse scelte ad un’esistenza solitaria nei borghi Francesi. Il suo unico amico è l’autodidatta, un letterato che ha conosciuto in biblioteca. “Ci sono gli uomini” gli dice l’autodidatta, per ricordargli quale sia il senso e il fine dell’esistenza umana, ma egli non gli crede e guarda con occhio critico le coppie d’amore che si baciano e le famiglie intorno a lui al ristorante. “Ci sono gli uomini” e non bisogna scordarlo mai, condividiamo tutti la stessa esistenza. 


Ciò che però manca quando viaggi da solo sono i rapporti solidi, quelli cristallizzati negli anni. Ti manca parlare con qualcuno che ti conosce per davvero, che sa che problemi stai affrontando, che ti sa prendere e comprendere. Ti mancano i tuoi cari, con cui vorresti spesso condividere le esperienze che vivi. 


Ciò che si fa sentire è sapere che la vita a ottomila chilometri da te procede indisturbata. È sapere di essere assenti nei momenti importanti. È vedere i propri amici e la propria famiglia riunirsi. 


Avanza così piano ma con decisione la paura, invade ogni regione del cuore. Viscosa si fa strada nel tessuto poroso delle certezze, raggiunge ogni luogo, ogni angolo, ogni cuneo: tutte le strutture solide del cuore se ne inumidiscono. È la paura di perdere ciò che si è costruito, la paura che con la distanza i rapporti mutino, la paura di non aver preso le decisioni giuste. Bisogna allora procedere decisi e asciugare il cuore umido con l’amore tropicale che questi luoghi hanno da offrire, pensare a vivere e non lasciare che la paura uccida la mente. 


I cambiamenti e le mutazioni fanno parte del vivere. È naturale sviluppare affezioni, ma bisogna restar coscienti e saper lasciar andare, accettare il cambiamento e avere fiducia nei nuovi equilibri. Penso che questo stato di timore sia comune tra i viaggiatori. Io chiedo agli altri che incontro "Ti senti mai solo?". "Fa parte dell'esperienza" mi dicono. Si apprende molto viaggiando, luoghi e persone hanno storie da raccontare e in ognuna è contenuto un pezzo di verità sul mondo.


Non fare programmi è la prima lezione che ho appreso dallo Sri Lanka, non pensare tutto in anticipo, non farlo proprio. Lasciati trasportare dagli eventi e godi della casualità, perché tutto è vivere, anche l’anticipo, il ritardo e l’attesa sono parti del vivere ed è un piacere farne esperienza quotidiana.


Riconosci di cosa hai davvero bisogno è la seconda lezione, ogni nuovo oggetto pesa letteralmente sulle tue spalle per mesi. Lascia andare il superfluo e non esser troppo legato alle cose materiali.


Ci sono gli uomini, è la terza. Che non c’è storia che valga meno delle altre, che non c’è competizione nella trama della vita, che il colore del sangue è lo stesso per tutti. 


Lascio domani lo Sri Lanka e con un volo raggiungo New Delhi, la capitale dell’India. È Marzo ormai. Grazie Isola Sacra per tutto quello che mi hai offerto! Dai paesaggi mozzafiato, al cibo piccante, alle tradizioni spirituali, ai singalesi e a tutti i viaggiatori che ospiti nelle tue terre. Non sarà facile dimenticarti. 




Raccolta di foto di gruppo.

 
 
 

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