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Un mese in Sri Lanka (1/2)

Sono in spiaggia, stamattina presto ho corso tutto il litorale, ho nuotato un po’ nell’oceano calmo del primo sole e ho meditato sul suono delle onde. Ora scrivo e nei prossimi giorni faccio surf e vado a ballare. È passato quasi un mese da quando sono partito, sto per lasciare lo Sri Lanka, è stato davvero rapido.

Non mi fermo mai a guardare la strada che ho percorso: guardo sempre avanti, un passo dopo l’altro verso nuove mete, nuove avventure e nuove esperienze, ma ora, voglio rallentare, prendermi del tempo e riflettere su ciò che ho vissuto. Il cammino è ancora lungo e i pericoli e le preoccupazioni che ho incontrato fino ad ora sono scherzi in confronto a ciò che mi aspetta: sarò a New Delhi, tra le prime città nel mondo in popolazione e tra le ultime in igiene e qualità dell’aria; sarò  Jaipur e a Jaisalmer, nel deserto del Rajasthan, sabbia, povertà e temperature estreme; dovrò un po’ correre se voglio visitare il Taj Mahal e Varanasi, capitali spirituali dell’India del Nord. E poi in qualche modo dovrò arrivare a Kathmandu, raggiungere l’accademia Maya, abbracciare il mio amico Eugenio che è già lì, e, finalmente, fermarmi. Ma ancora, sto guardando avanti. Torno qui, torno al momento presente. Una ragazza legge un libro e beve un succo alla papaya al tavolo accanto, una bambina gioca con la mamma sulla sabbia, tre ragazzi spagnoli parlano di surf, in acqua qualcuno cavalca le onde.


Lo Sri Lanka è un paradiso in terra. “Sri” significa sacro e “Lanka” isola, lo Sri Lanka è la Santa Isola delle Indie. Qui non ci sono le stagioni, non esistono estate, autunno, inverno e primavera ma solo periodi di piogge forti e periodo miti. Il clima è quindi sempre temperato e la terra ricca di nutrimenti: a Kandy la temperatura è la stessa tutto l’anno. La vegetazione abbonda in ogni angolo, in ogni città, in ogni strada: ananas, banana, mango, papaya, cocco, cacao, caffè, pepe, cannella e tutti i frutti tropicali. Più le spezie e ogni verdura. Si può coltivare di tutto in Sri Lanka, è il sogno dei vegetariani. E di simile variabilità gode anche la fauna, con scoiattoli e scimmie sugli alberi, elefanti e leopardi nella giungla, serpenti, squali, balene e tartarughe marine in acqua, iguane, gechi, scorpioni, coccodrilli e mucche liberamente al pascolo sull’asfalto delle strade di periferia.

Sono stato nel sud e nel nord, al mare, nella foresta, nella giungla, nella palude e in montagna, e ovunque ho visto il verde dominare sui colori dei paesaggi singalesi. 

La popolazione è di cuore buono. Il più dei singalesi adorano i turisti: noi portiamo denaro e prestigio, ci trattano davvero bene. E anche tra di loro sono spontanei e incredibilmente gentili. Vivono in comunità locali, paesi e città di piccole dimensioni. Vivono per lo più in famiglia e raramente con ambizioni di carriera. Molti partono per l’India e l’Europa, trovano lavoro e inviano il denaro alla famiglia lontana. Alcuni si trasferiscono in città, a Colombo, dove i salari sono più alti e il capitale occidentale offre sempre posti di lavoro. Molti invece restano e costruiscono con le proprie mani abitazioni private e in affitto, per loro e per gli ospiti. Sempre con il sorriso, la gentilezza e la disponibilità di chi guarda all’interno della carne, oltre la pelle e oltre i muscoli. Guarda nelle vene, dove il colore del sangue è lo stesso in ogni regione del mondo. Sarà il buddismo? Sarà il Betel che masticano tutti? Quando incroci lo sguardo con un singalese lui ricambierà sempre con un sorriso. Se io facessi lo stesso a Milano mi denuncerebbero per molestia.

È un peccato vedere che tutta questa gentilezza è spesso sfruttata per fare dello Sri Lanka la meta estiva di noi occidentali. Tutte le spiagge del sud ovest sono colonizzate da noi bianchi, da pizzerie, ristoranti internazionali, Lavazza, avocado toast, musica pop e discoteche. E i singalesi sono sempre solo relegati ai servizi di ospitalità e ristorazione, non c’è ne sono che fanno festa e bevono drink in spiaggia.

Venite in Sri Lanka amici, è un luogo bellissimo, con lunghi litorali di sabbia e onde perfette per imparare il surf, ma abbiate rispetto della cultura locale, siate ospiti.



Alberi dalla Roccia di Ella.



Un iguana per strada, Yala National Park.



Piantagioni di tè tra Kandy ed Ella.



Un ragazzo gioca a cricket davanti l'isola di Trapobane, Weligama.



 
 
 

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